Prezzo base e offerta minima: tutto quello che devi sapere
Introduzione
Avrai sicuramente notato che ogni annuncio di casa all’asta è accompagnato da due diversi “cartellini del prezzo”: prezzo base e offerta minima. Ma qual è la differenza tra le due voci e, soprattutto, qual è l’importo da guardare per fare un’offerta? Andiamo a scoprirlo!
Indice
Cos’è il prezzo base?
Tutte le volte che una casa viene messa all’asta, il Tribunale ordina che venga eseguita una perizia di stima. L’esperto stimatore effettua una serie di calcoli, tenendo conto del valore di mercato e degli eventuali lavori da fare, arrivando a definire il prezzo a cui la casa deve essere messa all’asta.
La prima volta che la casa viene messa all’asta, il prezzo base da cui parte la vendita sarà proprio l’importo indicato nella perizia come valore del bene.
Se l’asta va deserta, il Tribunale potrà decidere di effettuare altri tentativi di vendita. Ad ogni tentativo, il prezzo base verrà ribassato del 25% (o di un altro importo deciso dal Giudice).
Ad esempio, se una casa viene messa all’asta per la prima volta con un prezzo base di €. 100.000,00, al secondo tentativo il prezzo base sarà di €. 75.000,00, e via dicendo.
Tuttavia, il prezzo base non è l’importo che dobbiamo offrire! Per quello, dobbiamo guardare…
Cos’è l’offerta minima?
Sotto alla voce “prezzo base” troveremo sempre anche la voce “offerta minima“, di solito inferiore al prezzo base.
Infatti, l’avviso di vendita normalmente indica il prezzo base e poi precisa: “saranno accettate offerte per un importo inferiore fino a un quarto rispetto al prezzo base“. Questo importo ribassato è proprio l’offerta minima, che rappresenta quindi il minimo che possiamo offrire per essere ammessi alla vendita.
Normalmente nell’annuncio dell’asta o nell’avviso di vendita vengono indicate entrambe le voci, ma se è presente solo il prezzo base e la dicitura “sono ammesse offerte inferiori fino a un quarto“, spetta a noi capire quanto dobbiamo offrire.
Ad esempio, se viene indicato come prezzo base l’importo di €. 120.000,00, e l’avviso di vendita specifica che sono ammesse offerte inferiori fino a un quarto, l’offerta minima sarà il 75% del prezzo base, quindi sarà pari ad €. 90.000,00.
Se non vuoi perdere tempo a capire quanto devi offrire per un’asta, contattami e spiegami le tue esigenze.
Ci penserò io ad analizzare i documenti per te e a aiutarti nella partecipazione.
Differenza tra prezzo base e offerta minima
Ricapitolando, il prezzo base è l’importo a cui il bene viene messo all’asta, mentre l’offerta minima è, appunto, il minimo che può essere offerto per essere ammessi all’asta.
Come dicevo sopra, se l’asta va deserta la prima volta, nei successivi tentativi il prezzo base verrà scontato del 25%.
Questo succede anche all’offerta minima!
Significa che, per una casa dal valore (prezzo base) di €. 100.000,00, al primo tentativo di vendita l’offerta minima sarà di €. 75.000,00. Se nessuno fa un’offerta, al secondo tentativo di vendita il prezzo base sarà di €. 75.000,00, mentre l’offerta minima sarà di €. 56.250,00, quasi la metà del valore dell’immobile!
Capita la differenza tra le due voci di costo, resta da capire solo…
Quanto devo offrire?
Spesso mi capita di vedere persone che, per inesperienza, offrono un importo più alto rispetto all’offerta minima. Questo accade perché pensano di essere avvantaggiati rispetto agli altri, oppure perché, banalmente, pensano di dover offrire l’importo indicato come prezzo base.
Nulla di più sbagliato!
Nelle aste telematiche, la cosa più saggia è offrire solo l’importo minimo per essere accettati (l’offerta minima), e non un centesimo di più.
Questo per almeno due motivi:
- Se sono l’unico offerente, mi aggiudico direttamente l’immobile al prezzo che ho offerto, per cui, meno offro, meglio è!
- Se invece ci sono più offerenti, partirà una gara di rilanci, a partire da chi ha offerto il prezzo più alto, ma questo non assicura alcun beneficio: è sufficiente un rilancio anche minimo di un altro partecipante per perdere subito il proprio vantaggio.
Tra l’altro, nella mia esperienza, ho notato che quasi tutti gli offerenti fanno almeno un rilancio, per avere la sensazione di aver partecipato alla gara. Per cui, se si parte da un prezzo già troppo alto, il costo di aggiudicazione inevitabilmente lieviterà.
Meglio, dunque, partire tutti solo dall’offerta minima e iniziare i rilanci da lì, attenendosi chiaramente al proprio budget.
Conclusione
Questo articolo dovrebbe averti fatto capire la fondamentale differenza tra prezzo base e offerta minima e come interpretare le due voci di costo per capire quanto offrire.
Ovviamente, qualora tu decidessi di rivolgerti ad un consulente, non sarà necessario preoccuparsi di quanto offrire, perché sarà l’esperto a consigliarti su questo; l’unica cosa che dovrai fare tu è fissare un budget in caso di rilanci.
Grazie per l’attenzione e… ci rileggiamo presto 😉
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