Ho acquistato casa all’asta ma mi sono pentito: cosa posso fare?
Introduzione
Negli acquisti all’asta, può capitare di pentirsi in corso d’opera e di cambiare idea sull’immobile. Questo perché, come abbiamo visto in altri articoli, la psicologia delle aste gioca un ruolo fondamentale. Elementi come il senso di urgenza o la volontà di chiudere a tutti i costi un affare possono portarci a scelte affrettate. Non preoccuparti: si può sempre rimediare! Dipende tutto, però, dalla fase in cui si trova il procedimento di vendita.
Indice
Pentirsi prima di aver versato la cauzione
Immagina la scena. Vai a visitare un immobile, inizialmente ti convince, poi, quando ti stai apprestando a preparare la documentazione necessaria per partecipare, cambi idea.
Ovviamente in questo caso non succede nulla! Il tuo nome non compare da nessuna parte, non hai preso nessun tipo di impegno, puoi andare tranquillamente avanti con la tua vita.
Pentirsi dopo aver versato la cauzione (ma prima di aver preparato l’offerta)
Uno dei primissimi step, quando si acquista all’asta, è il versamento della cauzione; nelle aste telematiche, la cauzione normalmente viene versata con bonifico.
Se ti penti dopo aver versato la cauzione, e non hai ancora trasmesso l’offerta tramite l’apposita procedura, tranquillo: ti verrà restituita senza problemi. Puoi contattare subito il delegato alla vendita e spiegare la situazione. Nel migliore dei casi, te la restituirà immediatamente, nel peggiore, lo farà dopo l’asta.
Si tratta di una questione puramente procedurale: normalmente restituiscono le cauzioni ai non aggiudicatari solo dopo la vendita, perché è un’operazione che deve essere descritta in un apposito verbale, da sottoporre poi al Giudice. Per il delegato ha quindi più senso restituire tutte le cauzioni in un momento unico, per garantire una maggiore trasparenza.
Pentirsi dopo aver preparato l’offerta (ma prima di averla inviata)
Nelle aste telematiche, la presentazione di un’offerta prevede due fasi ben distinte.
Nella prima fase, si prepara tutta l’offerta e la documentazione, finché il sistema non genera un file .zip contenente il riepilogo di tutto quello che hai inserito.
Nella seconda fase, questo file .zip viene inviato via PEC (acronimo che sta per “Posta Elettronica Certificata”, è una mail con valore di raccomandata) a un apposito indirizzo del Ministero della Giustizia.
Solo questo secondo invio rappresenta la vera e propria presentazione dell’offerta: quindi, se hai preparato tutti i documenti necessari ma senza trasmettere il file .zip via PEC, l’offerta si considera come non presentata e puoi ancora cambiare idea.
Ovviamente dovrai richiedere anche in questo caso la restituzione della cauzione al delegato alla vendita, nello stesso modo descritto poco fa.
Se non vuoi perdere tempo a valutare tutti i meccanismi alla base delle aste,
contattami e spiegami le tue esigenze.
Ci penserò io ad analizzare la situazione per te e a aiutarti nella partecipazione.
Pentirsi dopo aver inviato l’offerta (ma prima dei rilanci)
Purtroppo, qui inizia una fase in cui il pentimento è poco tollerato, perché l’offerta inviata è irrevocabile. Questo significa che, una volta presentata e trasmessa secondo le procedure previste, sei a tutti gli effetti un partecipante dell’asta.
Puoi ancora avere un po’ di fortuna, però: se non sei l’unico offerente e ci sono altre persone che iniziano a rilanciare, ti basta non prendere parte alla gara. In questo modo “perderai” l’asta, che verrà vinta dal migliore offerente. A quel punto ti verrà restituita la cauzione.
Se, invece, sei l’unico offerente, non si terrà alcuna gara, per cui varrà anche per te quanto scritto nel prossimo paragrafo.
Pentirsi dopo aver vinto l’asta
Se sei l’unico offerente o hai vinto la gara dei rilanci, purtroppo sappi che subirai comunque inevitabilmente una perdita economica.
Se ti sei pentito puoi scegliere, infatti, di non versare il prezzo di aggiudicazione, ma verrai “sanzionato” con la perdita della cauzione, che viene trattenuta dalla procedura.
Non solo: nel peggiore dei casi, potresti essere anche condannato dal Giudice a versare la differenza tra quanto ti eri impegnato a pagare e il prezzo a cui la casa è stata alla fine aggiudicata. Facciamo un esempio: se ti sei aggiudicato l’asta a €. 150.000,00 e decidi di non pagare, il Giudice terrà la tua cauzione e ordinerà un nuovo tentativo di vendita. Se nel secondo tentativo qualcuno si aggiudica l’asta a €. 120.000,00, il Giudice dell’esecuzione potrebbe condannarti a versare anche la differenza di €. 30.000,00.
Pentirsi dopo aver versato il prezzo di aggiudicazione
Se, infine, ti penti dell’acquisto solo dopo aver versato il prezzo, quindi dopo che la casa è stata definitivamente intestata a te, purtroppo c’è veramente poco da fare.
Anche scoprendo solo dopo che la casa ha dei difetti di cui non ti eri accorto, non hai diritto alla garanzia per vizi prevista normalmente nel Codice Civile. Questo aspetto si riflette anche nel prezzo di vendita, che viene spesso scontato del 10% o del 15% proprio in virtù dell’assenza della garanzia per vizi.
In questo caso, quindi, ti conviene rivolgerti a un’agenzia immobiliare e provare a vendere la casa nel mercato libero.
Conclusione
Come hai visto, a tutto c’è una soluzione, anche se dovessi pentirti dell’acquisto fatto all’asta.
Il mio consiglio per evitare a monte il problema resta sempre quello di farsi assistere da un consulente imparziale ed esperto, che possa guidarci nella valutazione della reale convenienza dell’acquisto e che mantenga lucidità nel momento della gara. In questo modo sarai perfettamente pronto all’acquisto e non ci sarà spazio per il pentimento.
Grazie per l’attenzione e… ci rileggiamo presto 😉
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